Settembre 2026: Nuovo corso in italiano; Emozioni nell’iconografia; Il territorio della creatività
Argomenti:
- Nuovo corso in italiano
- Corsi in presenza
- Programma Study Group
- Percorsi e risorse per iconografi
- Aggiornamento sui metodi di pagamento
- Emozioni nell’iconografia
- Il territorio della creatività
- Cartoline di Natale
Nuovo corso in Italiano
Cari amici,
sono felice di condividere finalmente con voi una bella notizia: apro le iscrizioni a un corso su mezzi artistici in iconografia che preparo da molto tempo e verso il quale, in realtà, cammino da ancora più tempo.
È una serie di lezioni in cui cercherò di raccontare e mostrare come funzionano concretamente i mezzi dell’espressività artistica nell’icona. Se per voi nell’iconografia è importante l’espressività, e non la perfezione tecnica, sono sicuro che questo corso vi interesserà e che sarà appassionante seguirlo.
In questo momento lo sto già insegnando in inglese e sto ricevendo riscontri molto vivi e interessanti. Tutte le informazioni dettagliate sul corso sono disponibili sulla pagina del corso.
Per il pagamento vi chiedo di utilizzare il pulsante bianco: vi invierò una fattura con un pulsante per il pagamento e potrete scegliere direttamente il metodo che vi è più comodo.
Inoltre, sono disponibili anche i nostri corsi in lingua inglese:
Corsi in presenza
Per chi ci ha chiesto della possibilità di studiare con noi in presenza in Australia: purtroppo, a causa del nostro trasferimento, quest’anno non terremo corsi in presenza a Melbourne. Abbiamo fatto tutto il possibile per riuscire a organizzarli, ma sembra che Melbourne dovrà aspettare fino a gennaio 2028.
I nostri prossimi corsi in presenza sarànno tenuti in inglese e si terranno nel maggio 2027 a New Skete, NY, USA (in inglese). Il primo corso inizierà l’11 maggio 2027 e avrà come modello il Mandylion, l’“Immagine di Cristo non fatta da mano d’uomo”. Il corso è pensato per i principianti e per gli iconografi che desiderano dedicare del tempo allo studio di diversi metodi di pittura e disegno del volto di Cristo a partire da modelli differenti.
Il secondo corso inizierà il 25 maggio 2027 e avrà come modello l’immagine di San Giovanni Battista (in inglese). Durante il corso studieremo come riunire diversi elementi caratteristici e fortemente espressivi: il volto ascetico, i capelli e la barba scompigliati, la veste di pelo di cammello e gli abiti tradizionali. Pur conservando il carattere individuale di ciascuno di questi elementi, dovremo anche imparare a farli funzionare insieme come parti di una composizione unitaria. Le iscrizioni si effettuano sul sito di New Skete: i principianti possono iscriversi qui e gli studenti avanzati possono iscriversi qui.
Nel frattempo abbiamo anche aggiornato un po’ i nostri siti. Il sito sul quale pubblichiamo i nostri lavori ha ora una homepage più semplice e chiara, oltre a una sezione ABOUT completamente rinnovata, con informazioni separate su ciascuno di noi e tutto ciò che era superfluo eliminato. Ma i cambiamenti più importanti riguardano il sito dei nostri corsi.
Corso Volto di tre quarti
Siamo felicissimi di poter finalmente annunciare l’apertura delle iscrizioni al nostro corso sul volto di tre quarti (in inglese). Il corso inizierà poco dopo Capodanno e sarà composto da due parti:
Studi strutturali: 11 febbraio – 13 maggio 2027
Studi iconografici: 3 giugno – 2 settembre 2027
Questo corso rappresenta la fase conclusiva della nostra serie di lezioni dedicate al disegno della testa. Riunisce e approfondisce le conoscenze acquisite nei corsi precedenti, aiutandovi a sviluppare una comprensione completa dell’anatomia e dei principi strutturali della testa nella pittura d’icone.
Studieremo in dettaglio il cranio nelle viste frontale, di profilo e di tre quarti. Questo vi aiuterà a capire come costruire la testa di tre quarti e a lavorare con maggiore sicurezza nelle diverse posizioni della testa.
Particolare attenzione sarà dedicata alle differenze tra il disegno classico e quello iconografico. Impareremo ad applicare le nostre conoscenze anatomiche alla pratica iconografica, comprendendo con chiarezza quali deviazioni dalla struttura anatomica sono possibili e quali invece non lo sono.
Il corso è composto da diverse sezioni tematiche. Partendo dallo studio del cranio e dagli schemi strutturali della testa, passeremo poi ai modelli iconografici e osserveremo gradualmente come questi principi funzionano in un’icona concreta. Vedrete perché una determinata linea di un volto iconografico assume proprio quella curvatura e scoprirete quanto profondamente gli antichi maestri conoscessero l’anatomia.
Alla fine del corso avrete una chiara comprensione della struttura della testa e gli strumenti necessari per disegnarla con sicurezza di tre quarti e in altre rotazioni.
Il corso è aperto agli studenti che hanno completato Volto frontale e Volti asimmetrici.
Programma Study Group
Sono ancora aperte anche le iscrizioni al nostro programma Study Group (in inglese), che conta già nove partecipanti. Inizia l’8 ottobre 2026 e prosegue fino al 6 maggio 2027, con la possibilità di pagare ogni mese separatamente: potete quindi interrompere in qualsiasi momento e riprendere l’anno successivo dal punto in cui vi siete fermati. Finora è il nostro programma preferito, dedicato al processo lento e meditato della pittura di un’icona a mezzo busto di Cristo. Potete vedere i lavori dello Study Group 2023–2024 qui. Gli studenti iniziano con gli schizzi preparatori e arrivano a un’icona completa. Lungo il percorso lavorano sui diversi elementi dell’immagine, ma soprattutto imparano a portarli in armonia tra loro, subordinando tutto all’obiettivo principale: creare un’immagine espressiva e unitaria.
Percorsi e risorse
Per chi si è avvicinato solo recentemente alla pittura d’icone e vorrebbe capire come acquisire le competenze fondamentali senza perdere tempo in una copia meccanica e priva di riflessione, abbiamo cercato di rendere le cose un po’ più semplici.
Nella Home page, dove sono presentati tutti i nostri corsi, abbiamo aggiunto alcuni percorsi di studio consigliati, che mostrano in quale ordine seguire i corsi a seconda dei vostri obiettivi e della vostra esperienza.
Abbiamo inoltre creato una nuova sezione facilmente accessibile con una bibliografia selezionata e link a materiali utili per gli iconografi. Molto semplicemente, l’abbiamo chiamata RESOURCES.
Aggiornamento sui metodi di pagamento
Ancora una volta ringraziamo tutti coloro che ci hanno sostenuto e continuano a sostenerci! Ora ci stiamo preparando al trasferimento e speriamo di completare tutto il processo nei prossimi mesi. Qualche giorno fa siamo finalmente riusciti ad aprire un conto bancario in Italia, il che significa che ora possiamo offrire un’altra possibilità per il pagamento dei corsi.
Per i nostri studenti negli Stati Uniti sono disponibili i trasferimenti tramite Zelle.
PayPal rimane disponibile come prima.
Ma il nostro nuovo metodo di pagamento preferito è Revolut Pro, un sistema pensato per i lavoratori autonomi come noi. Vi preghiamo di utilizzare questo metodo di pagamento sul nostro sito, scegliendo il pulsante bianco. Si aprirà una finestra in cui vi chiederemo di inserire il vostro nome, indirizzo e città. Una volta ricevuti i vostri dati, vi invieremo una fattura con un pulsante per il pagamento, che vi permetterà di scegliere tra diverse modalità di pagamento quella che vi è più comoda. Scegliendo questa opzione, le nostre commissioni di transazione si riducono di circa quattro volte.
Emozioni nell’iconografia
Ora vorrei affrontare un tema particolare di cui desideravo parlare oggi: “Le emozioni nell’iconografia”. O, più precisamente, la loro assenza. O, per essere ancora più precisi, la tradizionale moderazione nell’espressione delle emozioni nella pittura d’icone.
Può sembrare strano, ma oserei dire che la forte espressività emotiva nella pittura divenne davvero ricercata soltanto con gli artisti del Rinascimento. Nell’iconografia tradizionale — vale a dire nell’arte cristiana paleocristiana e medievale — non vediamo artisti che cerchino deliberatamente di provocare una risposta emotiva nello spettatore. Anche quando ci mostrano terribili sofferenze fisiche, l’amore materno o altre potenti esperienze umane, generalmente evitano quei dettagli che potrebbero spingere lo spettatore verso una reazione emotiva a ciò che viene rappresentato.
L’arte cristiana medievale può talvolta sembrare quasi del tutto priva di emozioni. Com’è possibile?
Dopotutto, l’emozione è uno degli strumenti più potenti che abbiamo per catturare l’attenzione di qualcuno e coinvolgerlo in una determinata narrazione.
Le emozioni appartengono a uno strato così antico della nostra coscienza da attivarsi prima di quasi tutto il resto. Agiscono su di noi direttamente. Un impulso emotivo ci raggiunge all’istante, molto prima che la ragione abbia avuto il tempo di valutare la situazione, formulare un giudizio e decidere come agire.
Questo accesso diretto alla nostra coscienza rende l’emozione uno strumento straordinariamente potente. Negli ultimi tre secoli è stato utilizzato da artisti, attori e scrittori e, da poco più di un secolo, anche da fotografi e registi. Siamo abituati a immedesimarci nei personaggi e nelle situazioni, notando immediatamente tutto ciò che crea un coinvolgimento emotivo. Al contrario, senza tale coinvolgimento, anche le fotografie o i manifesti più sorprendenti possono lasciarci indifferenti.
E la comunicazione visiva non è certo l’unico ambito costruito intorno alle emozioni. Oratori e influencer utilizzano continuamente lo stesso strumento per raggiungere il proprio pubblico.
Inoltre, molti nostri contemporanei e colleghi ritengono che, se l’icona vuole diventare contemporanea, debba anch’essa servirsi di questo strumento: dovrebbe rivolgersi a noi emotivamente, invitandoci, per esempio, alla compassione oppure mostrando con forza che qualcosa è inaccettabile.
Eppure gli iconografi hanno tradizionalmente evitato — e ancora oggi la maggior parte di loro continua a evitare — questo mezzo di persuasione così facilmente disponibile.
Perché?
Direi che, consapevolmente o inconsapevolmente, questa scelta deriva dal particolare registro di comunicazione visiva tradizionalmente adottato dall’arte liturgica.
Un artista che lavora a un'immagine come parte della liturgia utilizza forme, linee, colori, rapporti tonali e tutti gli altri mezzi dell'espressione artistica in funzione degli scopi particolari che l'arte svolge all'interno della Chiesa. Sono questi gli scopi che l'artista tiene presenti quando dipinge le pareti di una chiesa, realizza mosaici, dipinge un'icona, crea oggetti liturgici o scolpisce un ornamento. Gli artisti trasformano le emozioni in modo che non ci distolgano dal raccoglimento nella preghiera. Le trasformano in sentimenti più profondi, evitando di suscitare una reazione che, per quanto potente, rimarrebbe troppo immediata e troppo terrena. Ci presentano le emozioni in una forma trasfigurata.
Né nelle celebrazioni liturgiche stesse né nei passi della Scrittura che vi vengono letti incontriamo normalmente un linguaggio destinato a sconvolgerci emotivamente — o anche soltanto sentimentale. Sembra che analoghe limitazioni non scritte si siano gradualmente sviluppate anche nell’arte ecclesiale. Rendermene conto mi ha improvvisamente ricordato qualcosa che ho incontrato qui in Georgia.
La Georgia possiede un’antica cultura della supra, il banchetto festivo condiviso. Durante una supra, tutti entrano consapevolmente in un particolare stato d’animo per tutta la durata dell’incontro. Non si tratta di un insieme di regole che i bambini imparano a scuola. È una tradizione trasmessa di generazione in generazione, anche perché la supra rimane una parte integrante — e molto importante — della vita di questo paese.
Il tempo trascorso insieme intorno alla tavola è un tempo molto particolare. Forse avete visto i dipinti dell’artista georgiano del XIX secolo Niko Pirosmani che raffigurano banchetti georgiani. Il pasto condiviso è un momento in cui le persone non sono semplicemente — e neppure principalmente — occupate a mangiare. Godono della possibilità di stare insieme e parlare tra loro. Una volta Olga e io abbiamo partecipato a un banchetto simile, durante il quale alcuni ex compagni di scuola si incontravano per la prima volta dopo 55 anni. Per diverse ore le persone hanno parlato soltanto di cose belle. Hanno ricordato soltanto ciò che era positivo.
Qualcuno potrebbe obiettare che la vita reale non è così. Ma è proprio questo il punto. Se, durante un pasto tra amici, le persone sono capaci di assumere un certo atteggiamento interiore affinché nulla getti un’ombra sul tempo trascorso insieme, allora forse anche l’azione liturgica — che a sua volta è nata da un pasto — ha finito per seguire un principio di selezione simile, sia nei contenuti sia nella forma.
Avrebbe quindi senso che anche gli artisti che lavorano per la Chiesa accettassero determinate limitazioni e non permettessero alle emozioni espresse attraverso immagini, oggetti o parole di disturbare il carattere complessivamente raccolto dell’evento mistico.
Coinvolgere troppo intensamente una persona durante il culto in un singolo episodio — rappresentato visivamente o descritto a parole — può diventare un ostacolo alla preghiera.
A quel punto, un’icona semplicemente smette di funzionare come icona. Se, invece di aiutare una persona a raccogliere la propria attenzione, un’immagine la disperde e la distrae, essa diventa un’opera d’arte cristiana — o forse, più in generale, d’arte religiosa. Non perché vi sia necessariamente qualcosa di sbagliato, ma semplicemente perché sta facendo qualcos’altro. Sta servendo uno scopo diverso.
Quali sono, allora, gli scopi specifici dell’iconografia?
IL TERRITORIO DELLA CREATIVITÀ
Idealmente, naturalmente, dovremmo organizzare un’intera conferenza intorno a questa domanda.
Per il momento, però, non abbiamo né il tempo né le energie per farlo, quindi vorrei invece condividere un’intervista con Olga realizzata circa un anno fa.
Si intitola Il territorio della creatività e ora ne ho preparato sia la versione inglese sia quella italiana.
E scriveteci, per favore, per dirci di cos’altro vi piacerebbe leggere!
CARTOLINE DI NATALE
Prima di concludere questo messaggio, vorrei condividere con voi la nostra selezione di immagini natalizie per il 2026, disponibili come stampe e cartoline di Natale. La selezione è presentata attraverso una serie di dettagli, ciascuno dei quali può essere stampato come immagine autonoma: potrebbe essere una nuova e interessante direzione. Buona visione:
Un caro saluto,
Philip & Olga
P.S. Se vi siete persi la nostra Newsletter di giugno, la trovate qui.
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